Questa edizione speciale di Lapilli è dedicata alla classe 2025/26 del nostro programma di giornalismo ambientale, ribattezzato Magma Environmental Reporting Fellowship, e agli approfondimenti su cui sta lavorando, che spaziano dalla pesca a strascico nelle aree marine protette a come un villaggio in Portogallo si sta proteggendo dagli incendi boschivi.
Nei prossimi mesi pubblicheremo il lavoro dei partecipanti sul nostro sito, come abbiamo fatto con quello dei fellow dello scorso anno. Nel frattempo, abbiamo chiesto loro una piccola anticipazione o riflessione legata a quello di cui si stanno occupando: quella cosa cui non riescono a smettere di pensare, gli argomenti che seguiranno da vicino nel 2026 e come si sono imbattuti in quella storia inaspettata. Dopotutto, gli articoli migliori sono spesso quelli che smuovono qualcosa, sia a livello personale che professionale, qualcosa che magari anche solo per un po' ti ossessiona.
Ne approfittiamo per segnalare che da questa settimana il numero cartaceo di Magma Magazine con gli articoli della classe 2024/25 è disponibile anche a Milano, presso la Libreria Gogol, e a Firenze a L’Ornitorinco. Questi due negozi di libri vanno ad aggiungersi a Espacio Late a Madrid, Libreria del mare a Palermo, Libreria modo infoshop a Bologna e Paperback Exchange a Firenze. Se invece abiti in un’altra città e ti interessa una copia, scrivici a info@magma-mag.net: troveremo il modo di fartela avere.

Alberi e mega incendi. In Portogallo, le coltivazioni di eucalipto su larga scala possono rendere gli incendi boschivi particolarmente devastanti. Tuttavia, queste piantagioni creano occupazione in zone prevalentemente rurali. Per il mio articolo ho scelto di approfondire una storia che, oltre ad aiutare a comprendere meglio questa crescente minaccia ambientale che grava sul Portogallo e su altri paesi mediterranei, mette in luce quelle che possono essere delle soluzioni. In particolare ho scelto di concentrarmi su una piccola comunità, quella di Ferraria de São João, che a seguito di un terribile incendio boschivo si è unita attorno al suo inaspettato salvatore: un bosco di querce da sughero centenarie. Spero che questa storia sia fonte di ispirazione e che possa aiutare altre comunità rurali nel cercare di adattarsi e proteggersi di fronte al cambiamento climatico.

Crisi climatica e minoranze. Per il reportage su cui sto lavorando, ho voluto unire il mio interesse per l'antropologia e i temi sociali con il giornalismo scientifico. Ho deciso di concentrare la mia ricerca sugli effetti dei cambiamenti climatici sulle minoranze etniche perché credo che questo sarà un tema importante di cui occuparsi nei prossimi anni. Stiamo infatti assistendo a una minaccia senza precedenti per intere popolazioni e le loro tradizioni culturali.

Tartufi e desertificazione. Sto scrivendo di una scienziata che sta cercando di coltivare tartufi del deserto a Murcia, in Spagna. Una storia che trovo interessante per molti aspetti. I tartufi del deserto, funghi micorrizici, possono migliorare la qualità del suolo nelle zone mediterranee degradate, sequestrare il carbonio e mitigare la desertificazione. Essi dimostrano il ruolo affascinante che i funghi possono svolgere nella conservazione ambientale. Hanno anche una lunga storia e alcuni testi paragonano i tartufi del deserto alla manna che cade dal cielo. Mi sono chiesta perché non fossero molto conosciuti in Europa, al contrario del tartufo europeo che si trova nei boschi. In questi mesi, i tartufi sono diventati per me dei personaggi, con peculiarità e interessi propri.


Un mare di plastica. Quando vivevo ad Almería, nel sud della Spagna, ero abituato a vedere plastica ovunque. Il “mare di plastica”, che si estende su una superficie di 32mila ettari, è una distesa di serre così vasta da essere visibile dallo spazio, ricoperta da teli sottili che si degradano al sole, disseminando rifiuti. Quello che non avevo capito era quanto questi detriti fossero diffusi: sulla terraferma, in mare, nell'aria e soprattutto nel suolo. Le serre generano oltre 1,3 milioni di tonnellate di scarti vegetali, spesso mescolati negli impianti di compostaggio con plastica proveniente da teli, corde, trappole e contenitori. Anche se questa plastica si degrada in pezzi più piccoli, non scompare, ma si accumula nel suolo e nelle colture sotto forma di microplastiche e nanoplastiche, finendo poi per entrare nell'organismo se ingerita. Nel mio articolo voglio capire la portata di questo problema e cosa si stia facendo per affrontarlo.

Rigenerare gli habitat. Per il mio articolo, ho scelto di esaminare come l'acquacoltura marina rigenerativa possa aiutare a mitigare il cambiamento climatico e a ripristinare gli habitat mediterranei. Nella mia ricerca preliminare, ho scoperto che queste pratiche hanno un grande potenziale nel contribuire alla protezione del Mediterraneo e della sua biodiversità e mi sto imbattendo in tantissime soluzioni per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici nella nostra regione e non solo. Il Mediterraneo è la nostra casa. E tra le mie priorità come giornalista investigativo ambientale c'è quella di contribuire a proteggerlo attraverso reportage transnazionali incentrati sulle soluzioni.

Sfide e benefici dei cavalli in libertà. Avevo sentito da un amico che organizza escursioni in Toscana di un branco di cavalli selvaggi sulle colline intorno a Firenze. Nessuno sapeva da dove venissero, così un gruppo di veterinari volontari ha iniziato a prendersi cura di loro, fornendo assistenza medica agli esemplari gravemente feriti o trasferendoli altrove quando si avventuravano in zone abitate. Avevo già sentito di progetti di reintroduzione intenzionale di cavalli selvatici in Spagna e Portogallo, ma ho trovato la natura accidentale della presenza di questo branco affascinante. Man mano che imparavo di più sui benefici ecologici del pascolo dei cavalli selvaggi, nonché sulle sfide legate al contenimento della crescita incontrollata della mandria e al pascolo eccessivo, ho capito che questa era una storia che valeva la pena approfondire.


Pesca a strascico e aree marine protette. La legge europea sugli oceani, prevista per il 2027, segue il patto europeo sugli oceani del 2025, che molte organizzazioni ambientaliste hanno criticato perché indeboliva i precedenti impegni volti a vietare la pesca a strascico nelle aree marine protette. Trattandosi di una questione con implicazioni ambientali, sociali ed economiche, ho scelto di approfondire il tema dell'impatto della pesca a strascico nelle zone protette e come il suo divieto sia diventato sempre più controverso, considerando la tendenza generale a ridimensionare gli impegni ambientali.

Uccelli migratori e laghi scomparsi. Ho deciso di incentrare il mio articolo per Magma sull'impatto che la scomparsa dei laghi in Turchia ha sugli uccelli migratori. Circa il 75 per cento dei bacini d'acqua dolce in Turchia si è prosciugato negli ultimi decenni e vaste aree di terreno sono destinate a desertificarsi nei prossimi anni a causa della siccità e della cattiva gestione delle risorse idriche. La perdita di habitat è uno dei fattori chiave che determinano il declino di centinaia di specie di uccelli migratori che attraversano il paese. Sebbene la scomparsa di questi spazi sia stata ampiamente documentata negli ultimi anni, il suo impatto sugli uccelli migratori rimane in gran parte poco esplorato.

Le sfide della conservazione. Quando si parla di crisi climatica, le persone spesso la percepiscono come qualcosa di lontano e astratto. Uno dei motivi è la cattiva informazione che viene fatta quando si parla di eventi estremi, spesso definiti come “maltempo”. Credo che tuttavia ci sia qualcosa di più profondo, che ha a che fare con ciò che l'autore Timothy Morton chiama “iperoggetto”: in sostanza, se non possiamo toccare, vedere o sentire il cambiamento climatico, è difficile riconoscerlo e, in ultima analisi, “crederci”. Ecco perché ho scelto di raccontare una storia locale che parla di un'area marina protetta in Sicilia. Spero che raccontando gli sforzi, le sfide e le soluzioni con cui le persone che vivono in quei luoghi sono alle prese, il lettore possa entrare in contatto con questioni più ampie, quali la conservazione, la perdita di biodiversità e il cambiamento climatico.

Nei prossimi mesi, i mentor Jonathan Moens, Marta Vidal e Ottavia Spaggiari lavoreranno con i partecipanti per dare vita a questi e ad altri approfondimenti che non vediamo l'ora di condividere nel corso dell'anno.
Se sei un redattore interessato a esplorare opportunità di pubblicazione o collaborazione su uno di questi temi, contattaci a info@magma-mag.net.
L'immagine di copertina è stata realizzata a partire da una foto di una rete da pesca sott'acqua di Enrique Talledo/Oceana.


NATALIE DONBACK
Vive a Barcellona e scrive di cambiamenti climatici, diritti umani e politica per varie testate giornalistiche internazionali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Time Magazine, The Guardian, Grist, Hyphen, Rest of World, Bbc Travel e molti altri media. In passato è stata redattrice e reporter per Devex, dove si occupava di salute e del settore umanitario.Grazie per aver letto fino a qui. Ci vediamo tra due settimane con l'edizione usuale di Lapilli.
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